Francesco Beraldo: “Troppi privati fuori da qualsiasi controllo, mentre noi versiamo regolarmente tassa di soggiorno al Comune e imposte dovute allo Stato. È ormai una guerra senza regole, a questo punto servono più controlli da parte delle Autorità”.

Oltre 22.000 presenze distribuite tra Mestre (la maggior parte) e Venezia, pari a circa 6500 arrivi (dati 2017), una proiezione per il 2018 pari a 26.000 presenze, con un incremento di circa il 20%. Sono numeri importanti quelli forniti da Rent It Venice, agenzia leader nella provincia di Venezia che si occupa di affitti turistici, creata cinque anni fa da Francesco Beraldo e Massimo Michielan.

Trend in grande crescita quella dei property manager, ovvero i gestori di immobili, categoria professionale che tecnicamente si pone a metà strada tra chi si occupa tradizionalmente di ricettività (albergatori) e i cosiddetti privati, ovvero realtà del tutto fuori controllo (dal punto di vista fiscale e non solo) che affittano stanze e appartamenti (fenomeno che molte polemiche sta suscitando a livello nazionale, generalmente conosciuto come Airbnb, piattaforme on line che propongono decine di migliaia di strutture in affitto). “Il meccanismo che abbiamo introdotto – spiega Francesco Beraldo – è molto semplice: il proprietario che intende immettere il proprio immobile nel settore turistico, ci affida l’appartamento e al resto pensiamo tutto noi, dalla promozione all’accoglienza, dalle pulizie alla manutenzione ordinaria”. “Al Comune – aggiunge Beraldo – versiamo puntualmente la tassa di soggiorno, mentre dai proprietari tratteniamo a monte le imposte dovute allo Stato e le versiamo per loro conto. E ancora, dichiariamo alla Prefettura le generalità di ogni singolo ospite, cosa non da poco sul fronte della sicurezza”. Come dire: quando la normalità diventa eccezionalità.

Rent It Venice gestisce oltre 100 appartamenti destinati al turismo veneziano, numero che l’azienda intende incrementare nei prossimi anni puntando a sviluppare un modello d’impresa di respiro nazionale. “Ad oggi – evidenzia Francesco Beraldo – siamo riusciti a creare posti di lavoro per quasi 40 persone, ma il dato più interessante è l’indotto, diretto e indiretto, che le oltre 20mila presenze garantiscono ogni anno al territorio”.

Nel mirino, ora, c’è l’abusivismo di settore, e per questo Beraldo anticipa che la categoria affiancherà come Property Manager, a livello provinciale e non solo, la battaglia degli albergatori al fenomeno Airbnb e, più in generale, a tutti quegli affitti turistici privati di fatto fuori da ogni controllo. Hanno ragione gli albergatori – ha dichiarato Francesco Beraldo – quando sostengono che nel turismo non ci sono regole uguali per tutti. Non si tratta “solo” di concorrenza sleale dal punto di vista fiscale, ma di un fenomeno che crea spesso false aspettative nell’ospite, determina una cattiva reputazione che Venezia certo non merita e sfugge a qualsiasi tipo di controllo sulla qualità, talvolta anche dal punto di vista dell’igiene e della sicurezza, dell’offerta”. Come dire: non basta “vendere” Venezia, ma serve anche combattere disvalori come improvvisazione e abusivismo. “Per questo – conclude Beraldo – auspichiamo un controllo più serrato sul rispetto delle normative in vigore, un sistema che passi da una procedura a campione ad una verifica più sistematica e puntuale. Così non fosse, il comparto turistico rischia di pagare nel medio termine un prezzo altissimo, sia sul fronte della qualità che su quello della professionalità”.