Terremoto centro Italia: popolazioni e turismo pesantemente colpiti

Terremoto centro Italia: popolazioni e turismo pesantemente colpiti

Quello che sta accadendo nelle Regioni di Umbria e Marche quelle maggiormente colpite dal sisma, avrà effetti di lunga durata sull’economia sia locale ma con riverbero su scala nazionale.

L’area colpita lungo la dorsale appenninica vive prevalentemente di pastorizia legata a filo doppio con il turismo, componente questa che penalizzerà inevitabilmente anche la fascia costiera delle Marche, per altro in gran parte impegnata per il ricovero degli sfollati delle zone montane.

Di fatto, il settore turistico di questa Regione è sostanzialmente azzerato, almeno per tutto il 2017, il terremoto centro Italia avrà conseguenze di lunghissima durata, con molte realtà che probabilmente scompariranno del tutto, come nei casi dei piccoli borghi di poche decine di abitanti, questi saranno destinati all’abbandono.

Effetto domino sulle Regioni circostanti

L’area colpita dal terremoto è ampia e coinvolge ben 4 Regioni, Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, anche se queste ultime sono le più colpite dagli eventi sismici devastanti dei giorni scorsi.

Il turismo in quest’area che sostanzialmente è il centro Italia, registra migliaia di prenotazioni cancellate, dalle vacanze invernali fino alla prossima estate, qualunque tipo di struttura compresi gli appartamenti turistici segnalano un totale azzeramento delle prenotazioni molte ora anche nella fascia litoranea marchigiana.

Un danno di enormi proporzioni, probabilmente il terremoto più devastante degli ultimi 100 anni, che seppur con poche vittime fortunatamente, il terremoto centro Italia ha un effetto economico importante con un crollo produttivo e un tessuto sociale sfatto e con prospettive per ora poco rassicuranti.

Questo in sintesi vuol dire che saranno penalizzate anche altre Regioni circostanti, poiché la psicosi collettiva in questi casi può giocare effetti domino, diretti e indiretti, infatti, le economie delle varie Regioni sono interconnesse, quindi un calo della domanda di beni e servizi dalle aree colpite produrrà anche una diminuzione dello scambio commerciale.

Il calo del flusso turistico dunque è un altro sisma che si abbatte in queste Regioni ormai in sostanza azzerate, il perdurare delle scosse sismiche che, secondo gli esperti stanno salendo la dorsale appenninica verso il nord, potrebbero durare mesi se non anni, con fenomeni devastanti come quello di domenica scorsa.

Le prospettive per ora non rassicuranti

Il Governo ha affermato che tutto sarà ricostruito, con i dovuti tempi s’intende, ma ci sono alcune considerazioni da fare, la prima è che non si tratta di un solo paese di montagna ma di un’intera area che coinvolge decine di miglia di persone, difficile immaginare una gestione di Governo efficace per una situazione del genere.

Oltre le promesse politiche che ovviamente non costano nulla, occorre mettere in campo soldi e risorse vere, se necessario andando anche contro i dogmi europei sulla spesa di bilancio, migliaia di persone non possono essere considerate una voce di spesa!

Questa situazione è quindi molto delicata ed esplosiva, chi impegnato nella gestione di questo impegno di ricostruzione strutturale e sociale dovrà avere competenze e capacità sovraumane, perché, di fatto, occorre essere davvero dei giganti per gestire questa situazione emergenziale per altro temporanea, vista l’attività sismica ancora molto attiva!