Videocamere nascoste negli appartamenti, le contromisure da ricordare!

Videocamere nascoste negli appartamenti, le contromisure da ricordare!

Videocamere nascoste negli appartamenti, le contromisure da ricordare!

È un fenomeno che inquieta e che è sotto i riflettori per le periodiche denunce, le videocamere nascoste combattute aspramente anche da Airbnb. Sono state diverse le denunce che gli ospiti hanno fatto negli ultimi anni, scoprendo il più delle volte questi apparecchi fortuitamente. La tecnologia e i costi molto contenuti di questi apparecchi, fanno sì che la tentazione di usarli per controllare proprietà private sia crescente.

Alcuni ospiti negli appartamenti della Rete Airbnb hanno scoperto videocamere nascoste negli orologi, nei rivelatori di fumo, soprammobili ecc. … Ora questo scenario potrebbe far pensare ad una sorta di voyeurismo, tuttavia anche se sembra non è così. Molti proprietari negli anni hanno subito furti e danni più o meno importanti, per cui molti hanno deciso di controllare cosa “combinano” i loro ospiti. Ovviamente non sono esclusi casi di voyeurismo, ma sono casi molto più isolati.

Le regole dei grandi portali

I mega portali dell’affitto turistico non sono contrari alle videocamere nascoste, o meglio, a quelle palesemente riconoscibili purché dichiarate. Quindi in sé non ci sarebbe nulla di male se nell’appartamento ad esempio nel salone c’è una bella videocamera con tanto di lucina rossa! Ovviamente Airbnb vieta l’installazione nelle camere da letto e nel bagno, in questo caso trovarle in bagno significherebbe che il proprietario è un gran guardone!

Di fatto alcune videocamere anche all’interno dell’appartamento sono lecite, purché dichiarate esplicitamente già nella pagina di presentazione. Airbnb ha comunicato che la violazione di queste semplici regole comporta per i proprietari la cancellazione dell’annuncio e il ban dal sito. Qualora un ospite scoprisse una videocamera nascosta sarà immediatamente rimborsato e il proprietario penalizzato!

Come proteggersi dalle videocamere nascoste

Tendenzialmente quando si soggiorna in appartamento o anche una camera d’albergo, il sospetto viene, complice magari alcune delle pellicole hollywoodiane di qualche anno fa. In questi casi fare attenzione ad orologi posti sul comò o altri oggetti sospetti in camera o nel bagno, valutare tutto ciò che può sembrare fuori posto!

Un sistema per individuare se ci sono videocamere nell’appartamento, al buio puntare la luce di una torcia o quella del telefonino nei punti sospetti. Se ci sono lenti rifletteranno la luce così da scoprirle. Un altro aiuto ci arriva dalla tecnologia, infatti, ci sono delle App in grado di rilevarle, una di queste è Hidden Camera Detector! Si tratta comunque di casi isolati e limitati, tuttavia porre attenzione all’appartamento di certo non è un’azione malsana!

Appartamenti uso turistico influenzano il mercato degli affitti?

Appartamenti uso turistico influenzano il mercato degli affitti?

Appartamenti uso turistico influenzano il mercato degli affitti?

Un dibattito questo che interessa alcune città italiane, sicuramente gli appartamenti uso turistico non lasciano “indifferente” il mercato. Quello che forse è il caso di capire è dove e in che modo influisce sul mercato degli affitti, per vedere e capire meglio il fenomeno. Prendiamo alcune città con alte percentuali di flussi turistici, Firenze ad esempio. In centro città gli affitti a lungo termine non ci sono più da anni, questo per una semplice ragione, rendono poco rispetto ad un uso turistico dell’appartamento.

Si tratta di un ricollocamento degli immobili, in quanto difficilmente si potrebbe affittare un appartamento in centro per cifre che vanno dai 500 ai 1.000 Euro mensili. Questo perché lo stesso immobile in un centro storico come quello di Firenze, ha degli oneri elevati, senza contare i costi di manutenzione e balzelli burocratici vari. Per questo motivo resta difficile per i proprietari riuscire a locare a cifre congrue in grado di consentire dei buoni margini, del resto, un appartamento è anche un investimento che deve pur rendere. Per cui, nell’impossibilità di trovare inquilini facoltosi in grado di spendere almeno 2.000 Euro al mese, i proprietari hanno giustamente rivolto lo sguardo al mercato turistico.

Non è l’affitto turistico che altera il mercato

Il mercato degli affitti viene alterato da tutta una serie di collaterali che ruotano intorno al mattone, specie nelle città d’arte dove il turismo è costante. Gli appartamenti uso turistico, sostituiscono un mercato senza domanda con un altro. Perché di fatto in certe aree della città, come appunto i centri storici, non ci sono inquilini disposti a spendere per soluzioni di prestigio e centrali.

Per dirla in soldoni, i proprietari che scelgono il “turista” al posto dell’inquilino fisso, lo fanno per mancanza di quest’ultimo. Del resto, chi mai investirebbe in un appartamento in centro città a Firenze, per poi affittarlo sotto i 1000 Euro? Entro quale secolo rientrerebbe dell’investimento fatto? Ecco questo è il punto, non è l’affitto turistico che influenza il mercato degli affitti ma la legittima scelta di chi investe negli immobili, puntando ovviamente al ritorno economico!

Le periferie come mercato di riferimento degli affitti

È fuori discussione ormai, che i centri storici delle città italiane almeno quelle più turistiche, sono destinati ai vacanzieri. Gli appartamenti uso turistico, aumenteranno vertiginosamente nei prossimi anni, di pari passo con la domanda crescente.

Gli affitti tradizionali sono relegati oltre i “confini” dei centri storici, nelle nuove aree cittadine dove l’interesse turistico diminuisce drasticamente. Un appartamento oltre i 3 km dal centro storico perde l’80% d’interesse, quindi va da sé che gli affitti tradizionali hanno un confine. Il futuro delle città più importanti sembra già definito, i centri storici diventeranno delle realtà turistiche e si conformeranno per soddisfare la crescente domanda!

Vacanze di Pasqua 2019: appartamenti e città d’arte

Vacanze di Pasqua 2019: appartamenti e città d’arte

Vacanze di Pasqua 2019: appartamenti e città d’arte

Le prossime vacanze di Pasqua sono come ogni anno la prova generale della stagione estiva, quindi un banco di prova che delinea le prospettive dei mesi a seguire. Quest’anno la situazione non dovrebbe essere troppo differente da quella della scorsa stagione, l’andamento delle prenotazioni registra una buona base che fa ben sperare. In alcune località italiane si registra una lieve flessione delle prenotazioni rispetto allo stesso periodo del 2017/18, in parte dovuta anche al rallentamento economico ma soprattutto alle incertezze.

Ottime performance invece per i “classici” d’Italia, con prenotazioni in discreta crescita per le città d’arte, Firenze, Roma, Venezia, Napoli ecc … In queste città possiamo notare un buon incremento della richiesta di appartamenti e affitti turistici, a conferma del trend del 2018 e degli anni precedenti. I viaggiatori scelgono questa soluzione per due motivi, principali, l’economicità della soluzione e la praticità di avere un’intera casa a disposizione.

Come saranno le vacanze di Pasqua?

Secondo alcune fonti queste riportano che sarà l’anno del turismo “lento”, ovvero, si avrà un incremento del turismo rurale e montano, quindi a tutto relax. Questo non sorprende più di tanto visto che anche in anni passati abbiamo avuto cicli di questo tipo, dopo i picchi delle città d’arte e il mare arrivano le vacanze naturaliste. Ovviamente si tratta di previsioni che potranno essere smentite nel corso dei prossimi 6 mesi, tuttavia la nota è positiva, in quanto non v’è una flessione del mercato turistico in generale.

Per quanto riguarda le classiche destinazioni italiane, nel complesso è previsto un buon incremento del flusso turistico, sia interno che internazionale. Il Made in Italy tira sempre più anche e forse soprattutto in ambito turistico, quindi occorre adeguarsi con un’offerta e servizi che siano all’altezza del mercato.

Criticità per la Puglia

La Regione nella passata stagione ha avuto una discreta flessione, la vicina Albania specie nella parte meridionale ha intercettato una parte dei turisti che altrimenti avrebbero scelto la Puglia. Questo ovviamente dovrebbe far riflettere gli operatori di quest’area. Perché la “fuga” verso l’Albania non è dovuta solo ai prezzi un po’ più competitivi, ma all’offerta nel suo complesso. Soprattutto ai servizi e alla capacità attrattiva del paese che in questo momento riesce a mettere in atto.

In un mercato in continua evoluzione non si può stare fermi, occorre innovare e offrire sempre nuovi stimoli ai turisti, questo ovviamente vale per le strutture quanto per le amministrazioni. Il mercato è diventato molto “liquido”, questo vuol dire che si può spostare da un punto all’altro senza troppa fatica!

Affitti brevi, i vantaggi grazie all’intermediazione

Affitti brevi, i vantaggi grazie all’intermediazione

Affitti brevi, i vantaggi grazie all’intermediazione

Burocraticamente le cose in Italia non sono sempre rosee, anzi, in molti casi seguire ogni aspetto legislativo diventa un lavoro a tempo pieno. Questo vale un po’ per ogni settore, nessuno escluso, anche per i proprietari degli immobili impegnati con i loro affittuari. Altro discorso invece per quanto riguarda gli affitti brevi, quelli che in genere sono considerati affitti turistici quindi inquadrati diversamente sotto il profilo economico e amministrativo.

In questi casi, molti proprietari hanno scelto di delegare a terzi la gestione dell’immobile o appartamento. Affidandosi a intermediari o meglio agenzie specializzate proprio nel settore turistico e gestionale degli appartamenti. Con gli affitti brevi, un po’ per l’impegno che questo richiede ma anche e soprattutto perché le agenzie sanno meglio sfruttare gli immobili, i proprietari sono sollevati da ogni incombenza burocratica e gestionale.

Uno per tutto

L’intermediazione si impegna ad offrire tutta una serie di servizi, che altrimenti sarebbero un peso e costo per il proprietario. Esempio tra i più importanti la promozione dell’immobile sui vari siti e portali. Seguire poi le trattative delle prenotazioni, accogliere e assistere gli ospiti, fare le pulizie e offrire garanzie di sicurezza e assistenza. Non di meno provvedere a tutte quelle incombenze burocratiche necessarie.

Tutto questo viene meno grazie all’intermediazione, le agenzie specializzate provvedono in tal senso a tutto, mentre il proprietario al netto di nessun impegno può godere dei soli frutti della rendita. Gli affitti brevi gestiti da professionisti offrono tutti questi vantaggi, senza contare che stiamo parlando di un settore in fortissima espansione.

La ritenuta d’imposta a carico dell’intermediario

Un altro vantaggio è proprio questo, una volta che l’appartamento viene ceduto in gestione ad un’agenzia, questa provvederà anche al pagamento delle varie tasse. Dalla tassa di soggiorno alla ritenuta d’imposta appunto, per ogni adempimento sarà l’agenzia a prendersene carico.

I vantaggi effettivamente sono molti, che in ogni caso nel complesso offrono una rendita maggiore rispetto ad una gestione diretta dell’appartamento. La conferma di questa opportunità è data dalla crescente espansione delle agenzie specializzate, tra queste non possiamo che citare Rent It Italy, considerata ormai tra i pionieri per quanto riguarda la gestione degli affitti brevi!

Affitti turistici business in crescita + 10%

Affitti turistici business in crescita + 10%

Affitti turistici business in crescita + 10%

Abbiamo archiviato un anno molto positivo per il turismo italiano, il settore privato ha avuto un successo oltre ogni più rosea previsione che conferma gli andamenti di questo nuovo anno. La domanda ha inoltre sostenuto un mercato già ampiamente attivo, le percentuali ci dicono che la richiesta di affitti turistici è stata del 10% ed ha stimolato il mercato immobiliare che ha colto l’occasione di cui si stima l’offerta intorno all’8%, quindi inferiore rispetto alle attese del mercato, per cui c’è ancora spazio.

Questo vuol dire che siamo nel pieno di quel cambiamento che abbiamo annunciato nel corso degli ultimi due anni, infatti, sono sempre più gli italiani che investono capitali in questo modo. Il successo di questa formula dell’ospitalità cresce per cui quell’8% di offerta riversata sul mercato ha trovato terreno fertile con una pronta risposta per altro non soddisfatta pienamente.

Segnali di crescita positivi

Nel 2017 la spesa media per gli affitti turistici è stata di circa 650 Euro, con una permanenza di circa 8 giorni, dati molto importanti che offrono una prospettiva di analisi per meglio centrare le necessità di un mercato in continua espansione.

Le Regioni che hanno beneficiato maggiormente della domanda sono quelle che hanno promosso il turismo locale e hanno sostenuto la cultura negli ultimi anni. La Toscana insieme al Veneto primeggiano nella domanda, a seguire abbiamo la Puglia e la Sicilia per le vacanze estive, tuttavia cresce anche la richiesta in città come Milano e Napoli, ovviamente per contesti differenti. Milano più per le permanenze professionali mentre Napoli per il turismo e le vacanze in genere.

Una nuova chiave di lettura per gli affitti turistici

Quanto sta accadendo in questi mesi, ci offre una chiave di lettura davvero interessante, ed è esattamente quella che questa tipologia di soggiorno piace in modo trasversale a tutti, indipendentemente dal motivo del soggiorno che sia per lavoro o per una vacanza, la preferenza è a senso unico, gli affitti turistici dominano!

Sicuramente questo fenomeno in forte crescita continuerà ad alimentare un certo attrito con la controparte, il settore alberghiero anche lo scorso anno ha dato battaglia, promuovendo tutta una serie d’iniziative per tentare di arginare un fenomeno inarrestabile non resterà a guardare, ma sarà come voler fermare l’oceano con le mani!