Airbnb: gli hotel cambiano pelle per la sopravvivenza

Airbnb: gli hotel cambiano pelle per la sopravvivenza

Airbnb: gli hotel cambiano pelle per la sopravvivenza

Abbiamo assistito a cambiamenti epocali in questi ultimi 20 anni, come ad esempio prenotare un volo dal telefono, poi è arrivato anche Airbnb! Molti settori hanno dovuto reinventarsi, altri hanno cambiato radicalmente e purtroppo molti sono scomparsi o quasi. Il settore turistico ha diversi sottosettori, legati ai servizi come ad esempio le agenzie di viaggi, gli hotel, ristoranti, trasporti ecc …

Internet e la tecnologia ha rivoluzionato sostanzialmente il mercato del turismo. L’arrivo di Airbnb e il conseguente sviluppo degli appartamenti turistici, hanno tolto di fatto una buona fetta di mercato agli hotel e l’intero settore alberghiero. Questo ha avuto decisamente un impatto dirompente sul settore alberghiero, in alcune aree producendo addirittura la chiusura di molte strutture.

Il modello cambia, si adatta e rinasce

Gli hotel dopo una sofferenza che ovviamente non era prevedibile, stanno cambiando il loro modello di business, diventando anche “diurni”. In altre parole, hanno iniziato a “frazionare” l’utilizzo delle camere, la mattina, il pomeriggio e la sera per il classico pernottamento. Offrendo un insieme di servizi quali suite per colazioni di lavoro, camere con idromassaggio, spa e massaggi inclusi, acquisendo un nuovo target.

Decisamente una mossa strategica che supporta il settore, anche se per ora questa pratica si sta diffondendo prevalentemente nelle grandi città come Roma e Milano. Sicuramente questa metodica di “frazionamento” delle camere e servizi poterà un vantaggioso introito extra a molte strutture, che possono contare anche su una startup. Infatti, si chiama Day Break Hotel e consente l’inserimento delle strutture che potranno così offrire servizi diurni con sconti fino al 75%.

Le positività nate dalle avversità

Di sicuro Airbnb e le migliaia di appartamenti turistici, hanno creato non pochi problemi al settore alberghiero, tuttavia questo a portato agli attuali cambiamenti. In definitiva questa nuova formula consentirà agli hotel più lungimiranti, di incrementare il fatturato dal 10 al 20%. Potendo di fatto affittare la stessa camera la mattina per una mazza giornata di wellness e la sera per il classico pernottamento.

A volte le negatività spingono verso frontiere che altrimenti non avremmo mai esplorato, avviene sempre così, si chiama istinto di sopravvivenza. Gli hotel hanno così trovato un modo sano per sopperire alle perdite inflitte da Airbnb e relativi appartamenti turistici. In questo caso gli hotel possono stare tranquilli, hanno un mercato che non potrà essere intaccato dal settore privato, recuperando così quanto avevano perso. Non tutto il male vien per nuocere!

Codice CIR e controllo degli abusivi, che anno sarà?

Codice CIR e controllo degli abusivi, che anno sarà?

Codice CIR e controllo degli abusivi, che anno sarà?

Con la stagione alle porte il problema degli affitti turistici abusivi torna prepotentemente. Il codice CIR e i controlli programmati fermeranno il fenomeno? La lotta intestina tra albergatori e privati diventa sempre più accesa quando sta per arrivare l’alta stagione. Periodo che ripiana i conti e da ossigeno a molte strutture. In questo periodo dell’anno le accuse del settore turistico alberghiero diventano sempre più insistenti e pressanti. Una sorta di modalità lobbystica di tirare acqua al proprio mulino malgrado il fiume sia in secca!

Gli albergatori stanno subendo una crisi che non è sostanzialmente economica, ma sociale, cambia il modo di fare vacanza, la gente vuole di più e a meno. Gli appartamenti destinati a uso turistico crescono a dismisura, con effetti mutanti anche all’interno delle comunità. Un fenomeno che non si può fermare ma che anzi dovrebbe essere compreso e sfruttato per offrire opportunità economiche.

Il 2019 sarà davvero l’anno dei controlli?

Quello che molti operatori turistici auspicano è che quest’anno si facciano davvero dei controlli seri, ma non sono gli unici. Perché anche chi affitta appartamenti alla luce del sole è penalizzato dagli abusivi. La lotta è cominciata con il CIR, il codice identificativo di riferimento, che, secondo le autorità mette ordine nel mercato degli affitti turistici. Il codice CIR dovrà essere usato anche nelle promozioni di qualunque forma e natura. Questo darà sicuramente maggiori garanzie agli ospiti e contrasterà gli abusivi.

Sarà davvero così? C’è da augurarselo, tuttavia la discussione è tutt’ora in corso, infatti, Airbnb in futuro dovrebbe accettare solo annunci di coloro che hanno il codice CIR. Certo è che, se colossi come Airbnb, Booking e altre piattaforme accettassero questa nuova regola, di fatto gli abusivi non avrebbero scampo. Questo è quello che si sta valutando in questi giorni, prima dell’avvio quindi della stagione più intensa. Con la speranza che si arrivi ad un sistema unico di controllo.

Finita la pacchia per gli abusivi

Ora, se le prospettive sono queste, non è escluso che nel giro di uno massimo due anni, le parole affitto turistico abusivo scompariranno. Sì, ci sarà sempre qualche temerario duro di testa, ma saranno mosche bianche e non una buona fetta di mercato come ora.

Un altro punto interessante sarà quello del mutamento del settore, con un evidente spostamento dei flussi dal settore alberghiero a quello privato. Ecco, in questo caso la moria del settore non potrà più attribuirsi ai privati che affittano casa. Dovranno fare il mea culpa e forse accettare una volta per tutte che il mondo sta cambiando!

Vacanze di Natale: confermato il trend positivo del 2018

Vacanze di Natale: confermato il trend positivo del 2018

Vacanze di Natale: confermato il trend positivo del 2018

Con oltre 6,3 milioni di presenze straniere per le vacanze di Natale, l’Italia del turismo si dimostra ancora una volta un polo d’eccellenza. Milioni di turisti che affolleranno le più importanti città del paese da Venezia a Palermo, passando per Firenze, Roma e Napoli ecc.… sono un bel segnale anche per il 2019. Tante presenze in questo periodo offrono sicuramente una panoramica positiva per il prossimo anno, la cui tendenza preferenziale è per gli affitti turistici.

Una buona fetta dei pernottamenti, sarà infatti gestita dalle case vacanza, diventando sempre più uno standard per le vacanze in ogni periodo dell’anno. Questa crescita degli alloggi turistici si colloca in un quadro più ampio che riguarda un cambiamento radicale dell’intera offerta turistica. L’accoglienza tenderà sempre più ad essere gestita da nuove realtà quali le agenzie specializzate nell’affitto turistico, creando di fatto un nuovo mercato che non c’era!

Le opportunità per l’Italia

Secondo quando sta accadendo in questo periodo, il settore turistico tra 10 anni non sarà più come lo conosciamo oggi. Una previsione che si allinea a quanto sta accadendo è quella fatta dal capo di Airbnb. Brian Chesky prevede che entro il 2028, i pernottamenti presso le strutture private, quindi appartamenti turistici, saranno almeno 1 miliardo. Decisamente un numero impressionante, che è anche molto realistico in relazione alla crescita costante che il settore degli affitti turistici riscuote ogni anno.

Per un paese come l’Italia questo si traduce in grandi opportunità di crescita, forse quella che merita davvero. Le vacanze di Natale sono un bel termometro per misurare questa tendenza, l’Italia ha un enorme potenziale che è davvero il momento di sfruttare. Secondo le stime una maggiore efficienza strutturale, logistica e politica, potrebbe rendere il paese un centro di attrazione turistica tale da superare tutti gli altri paesi europei messi insieme.

Investire nel mattone del futuro

Sulla base di queste prospettive, investire in immobili torna ad avere un senso preciso, certamente in base alle località scelte. Un appartamento nella giusta località può essere un investimento non solo sicuro ma anche molto redditizio. Rivalutazioni con buone percentuali e una rendita da affitto turistico superiore alla media degli affitti tradizionali, con la differenza di poterne disporre in qualsiasi momento.

Le previsioni e le prospettive di crescita si basano sugli storici degli anni passati e sui flussi turistici dell’ultimo anno, per cui le occasioni per investire sono da considerarsi solide. La casa, malgrado il settore edile non sia del tutto in ripresa, in molte località turistiche è sicuramente un buon affare. Per renderlo eccellente è sufficiente mettere l’immobile sul mercato degli affitti turistici, in questo caso l’investimento sarà davvero molto interessante.

Gestione appartamenti turistici, tecnologia e variabili del futuro

Gestione appartamenti turistici, tecnologia e variabili del futuro

Gestione appartamenti turistici, tecnologia e variabili del futuro

Abbiamo letto almeno in questi ultimi 10 anni che, “la Rete e la tecnologia toglieranno il lavoro”, oppure, “l’automazione dei processi elimina il personale” … Ora, è ovvio che ci sia un fondo di verità in tutto questo, com’è ovvio che un robot per esempio, produca molto di più di un uomo in una catena di montaggio, ma è sempre così? Quello che è successo in questi ultimi anni è sotto i nostri occhi, il modello economico è cambiato totalmente, non ha caso oggi si chiama “share economy”.

Siamo passati da una dinamica statica e consolidata, dove il rapporto era mediato “vis-à-vis” a una del tutto immateriale, con le Rete appunto. Se come abbiamo già detto da un lato, sta producendo il deserto occupazionale, vedi appunto la produzione di automobili. Da un punto di vista completamente opposto si stanno alimentato nuovi posti di lavoro, proprio grazie alla tecnologia e la Rete.

Arriviamo al punto della gestione appartamenti turistici

Quello che abbiamo visto non è ovviamente casuale, la tecnologia oggi posseduta da un’ampissima fascia di popolazione, ha indotto a nuove prospettive di business. Un esempio eccezionale è proprio quello della gestione appartamenti turistici, oggi diventato un settore, quando solo pochi anni fa era un “sistema occasionale” per arrotondare. Che cosa è successo? Semplicemente la tecnologia ha stimolato un settore dormiente, ma che è sempre stato lì, in attesa dell’occasione di attivarsi. Quest’occasione è arrivata grazie ad Internet che ha messo in diretta relazione, domanda e offerta, Airbnb ne è l’esempio più lucido!

Venezia e Mestre, che possiamo considerare come una sola entità urbana, è l’esempio perfetto di una delle città più visitate d’Italia. In effetti, Venezia e Mestre sono un “laboratorio” con il quale analizzare quest’andamento che è letteralmente esploso in pochi anni. La città lagunare, oltre al fenomeno di cui sopra, cioè la relazione diretta tra domanda e offerta, ha contribuito a creare esempi virtuosi di nuove forme imprenditoriali. Ad esempio per la gestione appartamenti turistici, proprio Venezia e Mestre, ha visto nascere realtà come Rent It Venice.

Un’agenzia radicata nel territorio specializzata nella gestione degli affitti brevi, con un servizio completo sia per il proprietario sia per l’ospite. Un esempio internazionale di questo tipo può essere Bnbsitter, un servizio complementare posto tra le grandi piattaforme come Airbnb e il proprietario, al quale è offerta la possibilità di sollevarsi da ogni impegno gravoso della gestione, promozione, accoglienza ecc … del suo immobile.

La tecnologia crea nuovi business e sotto-business

Con quanto detto, possiamo facilmente intuire dove siamo oggi, ma difficilmente possiamo capire dove ci porterà la tecnologia domani. Essendo strettamente connessa all’uomo, la tecnologia per quanto razionale si scontra con le interpretazioni mentali che sono ovviamente irrazionali. Questo vuol dire che ogni previsione di business e sviluppo è probabile ma non certamente definitiva, poiché le variabili in campo sono molte e non controllabili.

Nessuno avrebbe mai immaginato ai primi del 2000, dove ci avrebbe portato la Rete, nessuno poteva pensare a un modello di business condiviso e orizzontale come quello di oggi. Questo ci indica che la combinazione della tecnologia e uomo crea un’alterazione cognitiva ampliandola, più è veloce e sofisticata è la tecnologia, minori sono le possibilità di previsione. In ultima analisi possiamo solo dire che la gestione appartamenti turistici è solo una di queste “anomalie” positive, che di certo non sarà né la prima né l’ultima!

Turismo e appartamenti, Rent It Venice affianca gli albergatori nella battaglia all’abusivismo

Turismo e appartamenti, Rent It Venice affianca gli albergatori nella battaglia all’abusivismo

Francesco Beraldo: “Troppi privati fuori da qualsiasi controllo, mentre noi versiamo regolarmente tassa di soggiorno al Comune e imposte dovute allo Stato. È ormai una guerra senza regole, a questo punto servono più controlli da parte delle Autorità”.

Oltre 22.000 presenze distribuite tra Mestre (la maggior parte) e Venezia, pari a circa 6500 arrivi (dati 2017), una proiezione per il 2018 pari a 26.000 presenze, con un incremento di circa il 20%. Sono numeri importanti quelli forniti da Rent It Venice, agenzia leader nella provincia di Venezia che si occupa di affitti turistici, creata cinque anni fa da Francesco Beraldo e Massimo Michielan.

Trend in grande crescita quella dei property manager, ovvero i gestori di immobili, categoria professionale che tecnicamente si pone a metà strada tra chi si occupa tradizionalmente di ricettività (albergatori) e i cosiddetti privati, ovvero realtà del tutto fuori controllo (dal punto di vista fiscale e non solo) che affittano stanze e appartamenti (fenomeno che molte polemiche sta suscitando a livello nazionale, generalmente conosciuto come Airbnb, piattaforme on line che propongono decine di migliaia di strutture in affitto). “Il meccanismo che abbiamo introdotto – spiega Francesco Beraldo – è molto semplice: il proprietario che intende immettere il proprio immobile nel settore turistico, ci affida l’appartamento e al resto pensiamo tutto noi, dalla promozione all’accoglienza, dalle pulizie alla manutenzione ordinaria”. “Al Comune – aggiunge Beraldo – versiamo puntualmente la tassa di soggiorno, mentre dai proprietari tratteniamo a monte le imposte dovute allo Stato e le versiamo per loro conto. E ancora, dichiariamo alla Prefettura le generalità di ogni singolo ospite, cosa non da poco sul fronte della sicurezza”. Come dire: quando la normalità diventa eccezionalità.

Rent It Venice gestisce oltre 100 appartamenti destinati al turismo veneziano, numero che l’azienda intende incrementare nei prossimi anni puntando a sviluppare un modello d’impresa di respiro nazionale. “Ad oggi – evidenzia Francesco Beraldo – siamo riusciti a creare posti di lavoro per quasi 40 persone, ma il dato più interessante è l’indotto, diretto e indiretto, che le oltre 20mila presenze garantiscono ogni anno al territorio”.

Nel mirino, ora, c’è l’abusivismo di settore, e per questo Beraldo anticipa che la categoria affiancherà come Property Manager, a livello provinciale e non solo, la battaglia degli albergatori al fenomeno Airbnb e, più in generale, a tutti quegli affitti turistici privati di fatto fuori da ogni controllo. Hanno ragione gli albergatori – ha dichiarato Francesco Beraldo – quando sostengono che nel turismo non ci sono regole uguali per tutti. Non si tratta “solo” di concorrenza sleale dal punto di vista fiscale, ma di un fenomeno che crea spesso false aspettative nell’ospite, determina una cattiva reputazione che Venezia certo non merita e sfugge a qualsiasi tipo di controllo sulla qualità, talvolta anche dal punto di vista dell’igiene e della sicurezza, dell’offerta”. Come dire: non basta “vendere” Venezia, ma serve anche combattere disvalori come improvvisazione e abusivismo. “Per questo – conclude Beraldo – auspichiamo un controllo più serrato sul rispetto delle normative in vigore, un sistema che passi da una procedura a campione ad una verifica più sistematica e puntuale. Così non fosse, il comparto turistico rischia di pagare nel medio termine un prezzo altissimo, sia sul fronte della qualità che su quello della professionalità”.