Affitti turistici abusivi, due su tre sfugge ai controlli

Affitti turistici abusivi, due su tre sfugge ai controlli

Affitti turistici abusivi, due su tre sfugge ai controlli

Tanti sono ancora gli affitti turistici abusivi totalmente fuori controllo, due terzi del settore affitta in nero e senza alcuna garanzia per i turisti. Una triste realtà che complica la vita di un intero settore che altrimenti potrebbe fiorire e svilupparsi con un notevole incremento economico. In buona sostanza l’abusivismo che ruota intorno agli affitti turistici, oltre il danno economico e di immagine, produce anche un effetto dannoso sull’occupazione.

Il punto è che, i “furbi” proprietari degli appartamenti, situati in città d’arte a grande vocazione turistica, hanno la convinzione di ottenere di più stando nell’ombra. In realtà è vero il contrario, perché un appartamento gestito come si deve, seriamente e con tutte le garanzie necessarie, rende in media fino al 25% in più! Questi sono i numeri di cui tenere conto, i quali si possono ottenere senza rischi di sanzioni anche pesanti e nella totale trasparenza e tranquillità.

Il ruolo dei grandi player turistici

Il boom estivo ogni anno fa emergere un gettito IVA mancante milionario, con portali come Booking e le relative intermediazioni con proprietari senza partita IVA. Il controllo ovviamente va posto con una lente ben precisa su questi portali, i quali non dovrebbero consentire l’accesso ai servizi di chi non in regola. In altre parole, anche il privato dovrebbe dimostrare di essere a posto con la legge che regola gli affitti turistici.

Ovviamente questo fino ad oggi non è successo, anche Airbnb è finita più volte sotto i riflettori per questo motivo, che di fatto danneggia anche il portale. Le autorità hanno spesso puntato il dito contro Airbnb per il mancato controllo o diciamo leggerezza nell’inserimento degli appartamenti. Tuttavia, si tratta di un dato evidente a occhio, la maggior parte delle località balneari, dichiarano anche meno del 50% delle presenze e degli alloggi, dato che peggiora nelle Regioni del sud.

La soluzione è pagare tutti per pagare meno

Sappiamo che il livello di tassazione in Italia è fuori controllo, ma è anche vero che relativamente al settore turistico ci sono comunque i margini per lavorare. Il punto è che molti vogliono guadagnare tanto in poco tempo, sfruttando i mesi estivi per poi “ritirarsi” grazie alla rendita. Ecco, sarebbe bello ma purtroppo un appartamento per rendere bene e nella totale regolarità e trasparenza, deve lavorare tutto l’anno o almeno gran parte.

Se i privati capissero che gli affitti turistici abusivi danneggiano anche loro, saremmo già sulla buona strada. Si potrebbe fare con l’informazione piuttosto che con la repressione. Perché di fatto, molti non sono informati tanto meno conoscono le opportunità che può offrire il loro appartamento. Furbescamente se la giocano senza regole e vincono … almeno fino a quando non li scoprono e perdono tutto!

Turismo sommerso, Venezia passata al setaccio …

Turismo sommerso, Venezia passata al setaccio …

Turismo sommerso, Venezia passata al setaccio …

È notizia di questi ultimi giorni e ore, il turismo sommerso a Venezia sempre più accerchiato dalle forze dell’ordine. La situazione pare sia ad una svolta, le autorità di controllo stanno scoprendo ogni giorno molti appartamenti del tutto abusivi. La cosa più inquietante, secondo quanto riportano le autorità, è oltre il danno fiscale anche quello della sicurezza. Infatti, i gestori degli appartamenti abusivi oltre ad incassare senza alcuna dichiarazione, omettono anche la segnalazione degli ospiti alle autorità

Questo è un atteggiamento che potrebbe favorire il soggiorno di persone anche pericolose, per cui il mancato controllo e comunicazione è un atto grave. Proprio in occasione della biennale sono stati scoperti altri immobili destinati ad uso turistico. Già occupati da turisti, i quali hanno dovuto poi fare dichiarazioni e identificarsi presso le autorità locali.

Venezia merita di meglio del turismo sommerso

La città è tra le più belle e importanti al mondo, turisticamente una delle piazze più ambite dai viaggiatori di tutto il pianeta. Ora, voler guadagnare qualche euro in più violando ogni regola possibile, non è certo una scelta intelligente. Tuttavia, la questione dei guadagni è più legata all’attività gestionale e promozionale che non al turismo sommerso.

Perché di fatto, una buona gestione degli appartamenti turistici, fatta come si deve e soprattutto in regola è vantaggiosa. Non solo si è tranquilli e nel rispetto delle norme, ma in alcuni casi si può guadagnare anche fino al 25% in più! Vale la pena rischiare multe a cinque cifre per qualche euro presunto in più? Decisamente no! Su Venezia per esempio, c’è un’Agenzia leader che gestisce gli immobili con destinazione turistica, la quale garantisce guadagni fino al 25% in più rispetto alla gestione autonoma.

Si può guadagnare di più e in regola senza fare niente!

L’agenzia in questione è Rent It Italy, che su Venezia, Mestre, Jesolo e Mantova hanno una sorta di predominio. Questa organizzazione a livello industriale è perfetta per chi un immobile ma non ha tempo per gestirlo. Grazie all’organizzazione di tutti i processi, dall’accoglienza alle pulizie, Rent It Italy garantisce trasparenza, professionalità e soprattutto migliori entrate.

Perché dunque rischiare multe salate e denunce, quando puoi avere gli stessi rendimenti e per di più senza fare niente? A volte le soluzioni le abbiamo sotto il naso ma non riusciamo a vederle, una cecità che produce solo danni!

Codice CIR e controllo degli abusivi, che anno sarà?

Codice CIR e controllo degli abusivi, che anno sarà?

Codice CIR e controllo degli abusivi, che anno sarà?

Con la stagione alle porte il problema degli affitti turistici abusivi torna prepotentemente. Il codice CIR e i controlli programmati fermeranno il fenomeno? La lotta intestina tra albergatori e privati diventa sempre più accesa quando sta per arrivare l’alta stagione. Periodo che ripiana i conti e da ossigeno a molte strutture. In questo periodo dell’anno le accuse del settore turistico alberghiero diventano sempre più insistenti e pressanti. Una sorta di modalità lobbystica di tirare acqua al proprio mulino malgrado il fiume sia in secca!

Gli albergatori stanno subendo una crisi che non è sostanzialmente economica, ma sociale, cambia il modo di fare vacanza, la gente vuole di più e a meno. Gli appartamenti destinati a uso turistico crescono a dismisura, con effetti mutanti anche all’interno delle comunità. Un fenomeno che non si può fermare ma che anzi dovrebbe essere compreso e sfruttato per offrire opportunità economiche.

Il 2019 sarà davvero l’anno dei controlli?

Quello che molti operatori turistici auspicano è che quest’anno si facciano davvero dei controlli seri, ma non sono gli unici. Perché anche chi affitta appartamenti alla luce del sole è penalizzato dagli abusivi. La lotta è cominciata con il CIR, il codice identificativo di riferimento, che, secondo le autorità mette ordine nel mercato degli affitti turistici. Il codice CIR dovrà essere usato anche nelle promozioni di qualunque forma e natura. Questo darà sicuramente maggiori garanzie agli ospiti e contrasterà gli abusivi.

Sarà davvero così? C’è da augurarselo, tuttavia la discussione è tutt’ora in corso, infatti, Airbnb in futuro dovrebbe accettare solo annunci di coloro che hanno il codice CIR. Certo è che, se colossi come Airbnb, Booking e altre piattaforme accettassero questa nuova regola, di fatto gli abusivi non avrebbero scampo. Questo è quello che si sta valutando in questi giorni, prima dell’avvio quindi della stagione più intensa. Con la speranza che si arrivi ad un sistema unico di controllo.

Finita la pacchia per gli abusivi

Ora, se le prospettive sono queste, non è escluso che nel giro di uno massimo due anni, le parole affitto turistico abusivo scompariranno. Sì, ci sarà sempre qualche temerario duro di testa, ma saranno mosche bianche e non una buona fetta di mercato come ora.

Un altro punto interessante sarà quello del mutamento del settore, con un evidente spostamento dei flussi dal settore alberghiero a quello privato. Ecco, in questo caso la moria del settore non potrà più attribuirsi ai privati che affittano casa. Dovranno fare il mea culpa e forse accettare una volta per tutte che il mondo sta cambiando!