Prezzi delle case previsioni, siamo davvero in preda alla crisi?

Che l’economia globale rallenti è un fatto, sul perché questo accade ci sono differenti e contrastanti opinioni, i prezzi delle case hanno un andamento disgiunto. Questo vuol dire che non necessariamente la crisi e il rallentamento dell’economia influisca più di tanto nel settore immobiliare. I numeri dell’ultimo trimestre del 2018 hanno visto un aumento dei rendimenti dell’1,4% per le nuove abitazioni, mentre l’usato è calato dell’1,3%. Di fatto questo ha livellato a appianato il settore, da un lato il calo e dall’altro un aumento che malgrado i venti di crisi hanno prodotto stabilità nel settore.

Sicuramente il mercato dell’usato poteva avere migliori risultati, ma questo calo non è indicativo né di crisi né di stagnazione del settore. Possiamo definirlo un assestamento strutturale, che nulla ha a che fare con il ritorno di fiamma della crisi globale. La richiesta di appartamenti nuovi e usati è costante, quindi i prezzi delle case avranno un buon andamento nel 2019, dove sono previste transazioni per circa 600mila unità, un numero tutt’altro che da crisi nera!

Cosa aspettarsi per il 2019?

La cosa che possiamo escludere è sicuramente un anno “tragico”, anzi, vista la vivacità del mercato possiamo dire che le cose andranno bene per il settore. I prezzi degli immobili cresceranno per il 2019 in una forchetta che va dall’1% al 3%, questo relativamente alle città più grandi. Nelle periferie le cose saranno sicuramente diverse, i prezzi delle case avranno aumenti meno evidenti e in generale avranno un andamento stabile.

Fenomeno contrastante invece per le città turistiche, queste vedranno incrementare il valore degli immobili sia delle vecchie e nuove costruzioni. Un segno che il settore turistico influenza sempre più quello immobiliare di conseguenza l’acquisto con finalità di puro investimento si concentra in queste aree specifiche.

Turismo e immobili, crescita di valore e mercato

Quello a cui assistiamo è un cambio del settore immobiliare in funzione di nuove esigenze turistiche. Le percentuali delle rivalutazioni hanno indotto molti a investire sugli immobili nelle città che hanno buoni flussi turistici, come anche universitari e lavoratori fuori sede. Quindi il mercato cresce nelle aree turistiche ma non solo, i criteri di investimento sono legati alle dinamiche di domanda costante e quindi di una rendita sicura.

La casa quindi è ancora un bene rifugio dove investire, il punto è che non tutti i “mattoni” sono uguali, Venezia, Firenze, Roma ecc.… di certo hanno più “fascino” di qualunque altra città o paese di periferia. Investimenti sì, ma non certo a occhi chiusi!