Codice identificativo, la Toscana accerchia gli abusivi?!

Codice identificativo, la Toscana accerchia gli abusivi?!

Codice identificativo, la Toscana accerchia gli abusivi?!

Leggiamo da alcuni giornali online che, la Toscana ha adottato per prima il codice identificativo per gli immobili turistici in tutto il territorio. Si tratta di una rivoluzione che porterà i suoi frutti, specie in una Regione con un alto flusso turistico. Non si tratta ovviamente di un’opzione, ma di un obbligo che deve essere rispettato da tutti. Ad ogni locatore che intende affittare per brevi periodi, quindi di tipo turistico, gli sarà assegnato un codice con il quale potrà operare.

Ottenuto il codice, il locatore dovrà effettuare la comunicazione entro 30 giorni dalla stipula del primo contratto. Per fare questo la Regione ha messo a disposizione un sistema online dove si può fare la comunicazione e per chi sprovvisto chiedere il codice identificativo. Le finalità dichiarate dalla Regione Toscana, dicono sia per finalità turistiche e conoscitive, ovvio che è anche questo. Ma se vogliamo essere maliziosi, possiamo anche pensare che sia utile per far emergere il sommerso. Non a caso i controlli sono stati intensificati in tutta Italia proprio negli ultimi 12 mesi.

Inesorabilmente verso la trasparenza, perché mettersi in regola

Se prima il fenomeno era pressoché ignorato, oggi a quanto pare le cose sono cambiate, ovviamente i soldi in ballo sono tanti quindi… Comunque, il codice identificativo mette in risalto sicuramente un aspetto statistico importante. Presto sapremo esattamente quanti sono gli immobili destinati a questo uso. Mentre sul fronte abusivismo visti gli “stress” sempre più frequenti, il fenomeno dovrebbe diminuire drasticamente.

Un abusivo è tale perché persegue la via più breve per guadagnare di più, in realtà è vero il contrario. Esempio, ci sono agenzie specializzate con Rent It Italy, che grazie alla loro gestione, possono offrire una rendita fino al 25% in più. Ora considerando questo, vale davvero la pena rischiare e avere tutto il carico delle responsabilità e impegno? Anche no!

Verso il total sharing degli immobili in regola!

Le previsioni ci dicono che nei prossimi anni il mercato degli affitti turistici è destinato a crescere, di pari passo anche i controlli. Il codice identificativo è solo il primo passaggio verso una regolamentazione di tutto il sistema, che ovviamente deve essere inquadrato.

Che la fine dell’abusivismo è vicina se ne aveva già la sensazione, ora le cose andranno anche più speditamente. Fare questo passo verso la trasparenza andrà a vantaggio di tutti, abusivi compresi, allora benvenuta trasparenza!

Prezzi delle case previsioni, siamo davvero in preda alla crisi?

Prezzi delle case previsioni, siamo davvero in preda alla crisi?

Prezzi delle case previsioni, siamo davvero in preda alla crisi?

Che l’economia globale rallenti è un fatto, sul perché questo accade ci sono differenti e contrastanti opinioni, i prezzi delle case hanno un andamento disgiunto. Questo vuol dire che non necessariamente la crisi e il rallentamento dell’economia influisca più di tanto nel settore immobiliare. I numeri dell’ultimo trimestre del 2018 hanno visto un aumento dei rendimenti dell’1,4% per le nuove abitazioni, mentre l’usato è calato dell’1,3%. Di fatto questo ha livellato a appianato il settore, da un lato il calo e dall’altro un aumento che malgrado i venti di crisi hanno prodotto stabilità nel settore.

Sicuramente il mercato dell’usato poteva avere migliori risultati, ma questo calo non è indicativo né di crisi né di stagnazione del settore. Possiamo definirlo un assestamento strutturale, che nulla ha a che fare con il ritorno di fiamma della crisi globale. La richiesta di appartamenti nuovi e usati è costante, quindi i prezzi delle case avranno un buon andamento nel 2019, dove sono previste transazioni per circa 600mila unità, un numero tutt’altro che da crisi nera!

Cosa aspettarsi per il 2019?

La cosa che possiamo escludere è sicuramente un anno “tragico”, anzi, vista la vivacità del mercato possiamo dire che le cose andranno bene per il settore. I prezzi degli immobili cresceranno per il 2019 in una forchetta che va dall’1% al 3%, questo relativamente alle città più grandi. Nelle periferie le cose saranno sicuramente diverse, i prezzi delle case avranno aumenti meno evidenti e in generale avranno un andamento stabile.

Fenomeno contrastante invece per le città turistiche, queste vedranno incrementare il valore degli immobili sia delle vecchie e nuove costruzioni. Un segno che il settore turistico influenza sempre più quello immobiliare di conseguenza l’acquisto con finalità di puro investimento si concentra in queste aree specifiche.

Turismo e immobili, crescita di valore e mercato

Quello a cui assistiamo è un cambio del settore immobiliare in funzione di nuove esigenze turistiche. Le percentuali delle rivalutazioni hanno indotto molti a investire sugli immobili nelle città che hanno buoni flussi turistici, come anche universitari e lavoratori fuori sede. Quindi il mercato cresce nelle aree turistiche ma non solo, i criteri di investimento sono legati alle dinamiche di domanda costante e quindi di una rendita sicura.

La casa quindi è ancora un bene rifugio dove investire, il punto è che non tutti i “mattoni” sono uguali, Venezia, Firenze, Roma ecc.… di certo hanno più “fascino” di qualunque altra città o paese di periferia. Investimenti sì, ma non certo a occhi chiusi!

Codice CIR e controllo degli abusivi, che anno sarà?

Codice CIR e controllo degli abusivi, che anno sarà?

Codice CIR e controllo degli abusivi, che anno sarà?

Con la stagione alle porte il problema degli affitti turistici abusivi torna prepotentemente. Il codice CIR e i controlli programmati fermeranno il fenomeno? La lotta intestina tra albergatori e privati diventa sempre più accesa quando sta per arrivare l’alta stagione. Periodo che ripiana i conti e da ossigeno a molte strutture. In questo periodo dell’anno le accuse del settore turistico alberghiero diventano sempre più insistenti e pressanti. Una sorta di modalità lobbystica di tirare acqua al proprio mulino malgrado il fiume sia in secca!

Gli albergatori stanno subendo una crisi che non è sostanzialmente economica, ma sociale, cambia il modo di fare vacanza, la gente vuole di più e a meno. Gli appartamenti destinati a uso turistico crescono a dismisura, con effetti mutanti anche all’interno delle comunità. Un fenomeno che non si può fermare ma che anzi dovrebbe essere compreso e sfruttato per offrire opportunità economiche.

Il 2019 sarà davvero l’anno dei controlli?

Quello che molti operatori turistici auspicano è che quest’anno si facciano davvero dei controlli seri, ma non sono gli unici. Perché anche chi affitta appartamenti alla luce del sole è penalizzato dagli abusivi. La lotta è cominciata con il CIR, il codice identificativo di riferimento, che, secondo le autorità mette ordine nel mercato degli affitti turistici. Il codice CIR dovrà essere usato anche nelle promozioni di qualunque forma e natura. Questo darà sicuramente maggiori garanzie agli ospiti e contrasterà gli abusivi.

Sarà davvero così? C’è da augurarselo, tuttavia la discussione è tutt’ora in corso, infatti, Airbnb in futuro dovrebbe accettare solo annunci di coloro che hanno il codice CIR. Certo è che, se colossi come Airbnb, Booking e altre piattaforme accettassero questa nuova regola, di fatto gli abusivi non avrebbero scampo. Questo è quello che si sta valutando in questi giorni, prima dell’avvio quindi della stagione più intensa. Con la speranza che si arrivi ad un sistema unico di controllo.

Finita la pacchia per gli abusivi

Ora, se le prospettive sono queste, non è escluso che nel giro di uno massimo due anni, le parole affitto turistico abusivo scompariranno. Sì, ci sarà sempre qualche temerario duro di testa, ma saranno mosche bianche e non una buona fetta di mercato come ora.

Un altro punto interessante sarà quello del mutamento del settore, con un evidente spostamento dei flussi dal settore alberghiero a quello privato. Ecco, in questo caso la moria del settore non potrà più attribuirsi ai privati che affittano casa. Dovranno fare il mea culpa e forse accettare una volta per tutte che il mondo sta cambiando!

Appartamenti uso turistico influenzano il mercato degli affitti?

Appartamenti uso turistico influenzano il mercato degli affitti?

Appartamenti uso turistico influenzano il mercato degli affitti?

Un dibattito questo che interessa alcune città italiane, sicuramente gli appartamenti uso turistico non lasciano “indifferente” il mercato. Quello che forse è il caso di capire è dove e in che modo influisce sul mercato degli affitti, per vedere e capire meglio il fenomeno. Prendiamo alcune città con alte percentuali di flussi turistici, Firenze ad esempio. In centro città gli affitti a lungo termine non ci sono più da anni, questo per una semplice ragione, rendono poco rispetto ad un uso turistico dell’appartamento.

Si tratta di un ricollocamento degli immobili, in quanto difficilmente si potrebbe affittare un appartamento in centro per cifre che vanno dai 500 ai 1.000 Euro mensili. Questo perché lo stesso immobile in un centro storico come quello di Firenze, ha degli oneri elevati, senza contare i costi di manutenzione e balzelli burocratici vari. Per questo motivo resta difficile per i proprietari riuscire a locare a cifre congrue in grado di consentire dei buoni margini, del resto, un appartamento è anche un investimento che deve pur rendere. Per cui, nell’impossibilità di trovare inquilini facoltosi in grado di spendere almeno 2.000 Euro al mese, i proprietari hanno giustamente rivolto lo sguardo al mercato turistico.

Non è l’affitto turistico che altera il mercato

Il mercato degli affitti viene alterato da tutta una serie di collaterali che ruotano intorno al mattone, specie nelle città d’arte dove il turismo è costante. Gli appartamenti uso turistico, sostituiscono un mercato senza domanda con un altro. Perché di fatto in certe aree della città, come appunto i centri storici, non ci sono inquilini disposti a spendere per soluzioni di prestigio e centrali.

Per dirla in soldoni, i proprietari che scelgono il “turista” al posto dell’inquilino fisso, lo fanno per mancanza di quest’ultimo. Del resto, chi mai investirebbe in un appartamento in centro città a Firenze, per poi affittarlo sotto i 1000 Euro? Entro quale secolo rientrerebbe dell’investimento fatto? Ecco questo è il punto, non è l’affitto turistico che influenza il mercato degli affitti ma la legittima scelta di chi investe negli immobili, puntando ovviamente al ritorno economico!

Le periferie come mercato di riferimento degli affitti

È fuori discussione ormai, che i centri storici delle città italiane almeno quelle più turistiche, sono destinati ai vacanzieri. Gli appartamenti uso turistico, aumenteranno vertiginosamente nei prossimi anni, di pari passo con la domanda crescente.

Gli affitti tradizionali sono relegati oltre i “confini” dei centri storici, nelle nuove aree cittadine dove l’interesse turistico diminuisce drasticamente. Un appartamento oltre i 3 km dal centro storico perde l’80% d’interesse, quindi va da sé che gli affitti tradizionali hanno un confine. Il futuro delle città più importanti sembra già definito, i centri storici diventeranno delle realtà turistiche e si conformeranno per soddisfare la crescente domanda!

Carnevale di Venezia 2019, verso il tutto esaurito!

Carnevale di Venezia 2019, verso il tutto esaurito!

Carnevale di Venezia 2019, verso il tutto esaurito!

Carnevale di Venezia, il più popolare e famoso d’Italia quest’anno si svolge dal 16 febbraio al 4 marzo. Venezia come sempre è già in fermento in attesa di accogliere migliaia di turisti, che anche quest’anno hanno preso d’assalto ogni posto letto disponibile. A quanto pare le prenotazioni per i 20 giorni di carnevale sono arrivate copiose, che malgrado il rallentamento economico hanno mantenuto lo stesso andamento dello scorso anno. Da notare un buon incremento della domanda di appartamenti turistici, infatti, i dati confermano l’andamento positivo del settore, che cresce ogni anno specie nelle città d’arte come Venezia.

Dunque, un altro buon segnale che scaccia le nubi negative dell’economia globale che rallenta, come sappiamo i media ci hanno raccontato che siamo in recessione tecnica! Anche se probabilmente non è la definizione corretta, fatto sta che seppur la produzione industriale rallenta, l’industria del turismo è sempre ben vivace e attiva. Il carnevale di Venezia è la dimostrazione che l’Italia potrebbe vivere allegramente di turismo, ma no, i governi di turno si ostinano ancora a puntare sull’industria pesante!

Venezia un esempio per l’Italia

Quello turistico è un settore che non potrà mai essere sostituito, mentre una fabbrica la puoi delocalizzare, Piazza San Marco se vuoi vederla devi per forza andare a Venezia! È questo il punto, il paese ha moltissime carte da giocarsi nel turismo, non si capisce il perché mai nessun governo prenda in considerazione questo aspetto. Con il carnevale di Venezia abbiamo un quadro e dati su cui fare alcune valutazioni, la prima è che probabilmente malgrado tutto la stagione sarà ottima. Questo almeno secondo le proiezioni e le stime delle prenotazioni online sui grandi portali turistici.

Spulciando su Airbnb, possiamo notare che su Venezia per le date dal 16 febbraio al 4 marzo, la disponibilità di appartamenti turistici è molto bassa, a conferma della grande domanda. I giorni più richiesti sono quelli a cavallo del 24 febbraio, giorno nel quale è previsto il Volo dell’Angelo in piazza San Marco, l’appuntamento più atteso dei tutto il carnevale di Venezia.

A carnevale tutti in appartamento

La domanda di pernottamento crescente per il carnevale, prevalentemente si concentra negli appartamenti turistici. Il motivo di questa alta richiesta deriva dalla crescente promozione dei portali turistici, che in questi anni sono riusciti a mettere a segno una campagna molto persuasiva.

Le motivazioni della domanda crescente sono anche dovute al passaparola, come anche alla comodità di soggiornare in un appartamento con tutti i confort e libertà che solo una casa può offrire. A questo punto non resta che godersi lo spettacolo del carnevale di Venezia in attesa di avere conferma delle prenotazioni per la prossima stagione estiva, per ora tutto ok!