Airbnb: l’economia condivisa che fa crescere il paese

Airbnb: l’economia condivisa che fa crescere il paese

Siamo al passaggio storico delle consegne di un settore che ha trovato un nuovo interlocutore. Il concetto di vacanza del tutto nuovo che sta mutando quello che era un dogma turistico durato centinaia di anni.

La tendenza del mercato grazie anche a servizi come Airbnb, favorisce l’imprenditorialità turistica individuale, ogni casa ora diventa alloggio, sistemazione per le vacanze più che mai ben accetta dai turisti.

Una lingua unica e internazionale, il fenomeno riguarda tutte le città del mondo, con una prevalenza per quelle a vocazione turistica.

Un’offerta molto varia e ampia, in grado di soddisfare grandi e piccole esigenze turistiche. Il motore di questa rivoluzione culturale è senz’altro la Rete e un sistema di prenotazione facile e veloce, con tutte le garanzie del caso.

Quest’ultimo uno dei punti forti di Airbnb, infatti, qualora l’alloggio o la casa non sia corrispondenti alle attese create, si potrà chiedere il rimborso di quanto pagato.

Le statistiche dicono che funziona

I numeri non mentono, a fronte di una crescente domanda l’offerta si adegua e va di pari passo. Molti immobili in zone centrali o ben servite, tra questi anche nuovi e invenduti che si stanno trasformando in “appartamenti condivisi”.

In altre parole il sistema turistico sostenuto da Airbnb funge anche da volano per il settore edilizio, che vede in quest’opportunità l’occasione per uscire da un pantano che immobilizza un intero settore.

Vacanze brevi ma frequenti

La grande offerta che questo servizio racchiude, consente di trovare alloggi da poche decine di Euro fino a dimore di lusso, a ognuno la sua scelta in base alle proprie possibilità. La media dei soggiorni è di circa 3/4 notti, quindi più brevi rispetto al passato, ma con una tendenza a viaggiare più spesso, in definitiva i 15 giorni di qualche anno fa sono spalmati in 3 o 4 vacanze nell’arco dell’anno.

Parola d’ordine quindi è, viaggi corti, ma più frequenti, sicuramente porta grandi benefici a un’economia che ha molto bisogno di stimoli e nuove occasioni per emergere.

Gli hotel del futuro saranno “homemade”!

Per quanto riguarda gli hotel probabilmente nei prossimi anni vedremo un cambiamento molto radicale, alcuni analisti sostengono che le strutture rimarranno tali e quali, altri invece ipotizzano la chiusura per quelli di fascia economica, diretti concorrenti delle case vacanza gestite da Airbnb.

Difficile sapere quale sarà il risultato nei prossimi anni, tuttavia la seconda ipotesi sembra molto più verosimile, poiché già oggi molte strutture minori sentono il peso di questa nuova offerta!

Airbnb Italia la piazza più ricca

Probabilmente l’Italia è la gallina dalle uova d’oro, quasi la totalità del territorio italico è una zona turistica, vuoi per le montagne, il mare, le città d’arte e i grandi centri urbani, l’enogastronomia, i piccoli borghi e tanti centri archeologici.

Tutto questo fa dell’Italia uno dei paesi più ricchi sotto il profilo turistico, interessante questo report redatto da Airbnb che fotografa la situazione italiana, nella quale si prefigurano ottime prospettive per il futuro.