Airbnb: di nuovo sotto pressione!

L’Italia è un paese che per “vocazione” storica, paesaggistica, culturale e culinaria, è turistico! Questo poi è un elemento economico rilevante ma molto sottosviluppato, che consente un buon giro di affari che contribuisce a vari punti di PIL, il settore turistico potrebbe svilupparsi di almeno altre 10 volte se solo si capisse l’importanza dello sviluppo e del sostegno.

In questo paese invece si pensa solo a raccogliere senza seminare, in altre parole si spreme anche la buccia senza piantare nuovi alberi da frutto, sicuramente una teoria che ha una veduta molto limitata e di corto respiro.

Nella manovra di primavera è rispuntata la cosiddetta “tassa Airbnb”, che vorrebbe reintrodurre la cedolare secca al 21% anche per gli affitti turistici, un qualcosa che va oltre il ruolo del portale, che va ricordato, incassa già la tassa di soggiorno che poi gira allo Stato ma ora si sta chiedendo al portale di diventare “esattore” e gestire tutti i dati dell’affittuario che si riferisce a ogni contratto e registrarli!

La mancanza di lungimiranza produce solo disastri

Il settore turistico degli affitti privati, è un motore economico che vale miliardi e che al tempo stesso in questi ultimi anni ha consentito un minimo di ripresa anche del settore edile. Questo vuol dire che il turismo nonostante la crisi, ha tutte le carte in regole per svilupparsi e con esso un imponente indotto fatto di immobili, ristorazione e vendita al dettaglio, con un grande beneficio economico che ha effetti di ricaduta a pioggia su tutto il paese.

Questa idea della cedolare secca al 21% anche per gli affitti brevi, è un’idea malsana, che non porta da nessuna parte se non alla contrazione di un settore che grazie a Dio a visto davvero la luce in fondo al tunnel, voler tagliare le gambe con un improprio impegno da parte degli operatori vuol dire troncare un fenomeno economico crescente in via di sviluppo, davvero mostra una poca lungimiranza di vedute.

Airbnb è un operatore turistico non un esattore

Ovviamente il portale si è detto non disponibile a diventare una “filiale” dell’Agenzia delle Entrate, giustamente non è questo il suo ruolo, l’ha ribadito anche qualche mese fa ottenendo anche il sostegno dell’ex-premier Matteo Renzi.

È certamente fuori luogo questa “idea” inserita nella manovra, probabilmente se introdotta lo scenario, sarebbe disastroso, cadrebbero le prenotazioni e un settore fiorente come quello turistico se penalizzato andrebbe a intaccare anche l’economia di tutto l’indotto.

Il settore alberghiero non ha mai nascosto le “antipatie” per gli affitti turistici e non di meno per Airbnb, penalizzare il portale e gli affitti turistici comunque non porterà vantaggi a nessuno neppure agli hotel, il target degli affitti è diverso da quello alberghiero, probabilmente questo scenario avvantaggerebbe solo qualche altro paese europeo!