Affitti turistici con il freno a mano? Non scherziamo!

Il contrasto tra chi affitta appartamenti turistici e il settore ricettivo degli hotel e alberghi, sembra stia andando verso la fissione nucleare! La pressione esercitata è tale che ad esempio a Parigi proprio in queste ore, Airbnb ha imposto un limite di 120 notti/anno per l’affitto di un appartamento turistico.

La strategia del portale è ovviamente conciliante e distensiva nei confronti degli albergatori, che nelle aspettative dei dirigenti di Airbnb dovrebbe placare i toni e ritornare a una serenità condivisa. Difficile a dirsi, tuttavia quest’autolimitazione potrebbe rivelarsi un precedente “pericoloso” per il settore degli affitti turistici, se il portale più importante al mondo fa un passo indietro, questo potrebbe portare a ulteriori restrizioni legislative ufficiali in ogni città turistica.

Il problema degli affitti turistici non sono le notti/anno che un appartamento riesce a coprire, sono invece gli abusivi il vero problema, tanto per chi affitta regolarmente un appartamento quanto e forse soprattutto per gli albergatori, quindi le misure da prendere sono altre, quelle dei controlli mirati per far emergere il sommerso di chi le regole non le rispetta.

Il limite non è la soluzione

Di imporre un limite se ne parla da un po’ di tempo, anche in questi giorni se ne discuteva in alcuni comuni italiani a vocazione turistica, ovviamente si tratta di una priorità di parte, ma è comprensibile e sicuramente giusto, ma il vero problema sono le regole da rispettare, oltre alla trasparenza che in alcuni città a volte sembra non esistere.

Le amministrazioni dovrebbero eseguire più controlli e sanzionare chi non si adegua e rispetta le regole, quest’atteggiamento va sicuramente a danno delle strutture alberghiere ma anche di chi affitta appartamenti regolarmente.

Airbnb anticipa il vento

La mossa parigina potrebbe essere solo un piccolo anticipo e assist per giungere a un compromesso tra appartamenti turistici e hotel, in altre parole tra privati e aziende che competono ormai sullo stesso terreno, chi sta perdendo è alquanto scontato.

Per questo Airbnb cerca di anticiparne le mosse, consapevole del fatto che gli operatori alberghieri non potranno tollerare ancora per tanto tempo un fenomeno in continua crescita e inarrestabile. Si tratta di una strategia a lungo termine che probabilmente porterà a una regolamentazione a globale concertata con le amministrazioni locali, per quanto la situazione potrebbe considerarsi completa già con l’intervento del portale, a questo punto non resta che aspettare e vedere cosa accade!